La fusione a cera persa è un’antichissima tecnica scultorea che permette di trasformare un modello in cera in un’opera d’arte permanente in metallo, solitamente bronzo, ottone, oro o argento. Risalente a oltre 5.000 anni fa, questo processo è stato utilizzato fin dall’antichità per realizzare capolavori immortali.
Il principio fondamentale è semplice: si crea un modello in cera, lo si racchiude in un blocco di materiale refrattario (resistente al calore) e si scalda il tutto; la cera si scioglie e defluisce, lasciando un’intercapedine vuota che viene riempita dal metallo fuso.
Metodo Diretto (Opera Unica)
Si utilizza per sculture piene di piccole dimensioni o per opere cave non replicabili:
- Si modella un'”anima” centrale in argilla.
- Si riveste l’anima con uno strato di cera e si scolpiscono i dettagli finali.
- Limite: il modello originale in cera viene distrutto durante la cottura, rendendo l’opera un pezzo unico e non replicabile.
Metodo Indiretto (Replicabile)
Si utilizza per statue di grandi dimensioni o quando l’artista vuole conservare il modello originale.
- Si realizza il modello originale in un materiale a scelta (argilla, gesso, cera).
- Si crea un calco (negativo) in gesso o gomma siliconica suddiviso in tasselli.
- Si cola la cera liquida all’interno del calco per ottenere una copia fedele ma cava del modello originale.
- La cavità interna viene poi riempita con l’anima in argilla o materiale refrattario
Le Fasi del Processo di Fusione
I canali di colata e sfiatatoi: al modello in cera vengono applicati dei bastoncini, sempre in cera, che fungeranno da canali d’ingresso per il bronzo e da camini di sfiato per permettere ai gas e all’aria di uscire.
La camicia refrattaria: il modello completo di canali viene ricoperto da un blocco di materiale ceramico o argilloso resistente alle altissime temperature.
La cottura e l’evacuazione: lo stampo viene inserito in un forno ad alta temperatura. La cera si scioglie completamente e fuoriesce da apposite canalette (“cera persa”), lasciando il vuoto esatto dell’opera originale.
La colata del metallo: il bronzo (o altro metallo) viene fuso nel crogiolo e versato ancora liquido all’interno della forma refrattaria.
La “scapatura”: una volta che il metallo si è raffreddato e solidificato, lo stampo esterno in materiale refrattario viene rotto a martellate per liberare la scultura.
Nettatura e Patinatura: si asportano i canali di colata (ormai in bronzo), si correggono le imperfezioni superficiali con ceselli e lime e, infine, si applicano acidi o calore per creare la patina cromatica desiderata dall’artista.
Vantaggi nell'Arte e nella Gioielleria
Ancora oggi, le fonderie artistiche e i laboratori di oreficeria (dove la tecnica prende il nome di microfusione) preferiscono questo metodo per motivi ben precisi:
- Dettaglio estremo: la cera permette di catturare impronte digitali, texture tessili e dettagli infinitesimali che il metallo fuso copierà fedelmente.
- Leggerezza e risparmio: grazie alle fusioni cave (metodo indiretto), le grandi statue monumentali pesano molto meno e richiedono molto meno metallo rispetto a una fusione piena.
- Libertà strutturale: consente di creare forme complesse, vuoti, sottosquadri e dinamiche geometriche impossibili da ottenere con stampi rigidi tradizionali
La Protec Group ha realizzato linee specifiche di forni per la lavorazione a cera persa e per trattamenti termici progettati appositamente per le fusioni artistiche, le microfusioni e l’uso nei laboratori odontotecnici e orafi.
Le caratteristiche principali per questa tecnica includono:
- Linee specifiche (FTM e Fcp): raggiungono temperature elevate comprese tra i 1000°C e i 1200°C.
- Sistema di scarico della cera: questi forni sono dotati di una griglia forata sulla base e di un tiretto in acciaio inferiore. Questo sistema permette alla cera di sciogliersi, defluire nel cassetto per essere recuperata (evitando che bruci all’interno della camera) e procedere poi alla cottura dello stampo refrattario.
- Capacità e personalizzazione: sono disponibili modelli standard con camere da 10 a 100 litri per le piccole lavorazioni, ma l’azienda progetta e costruisce anche forni su misura in base alle specifiche esigenze produttive della fonderia o del laboratorio.
- Kit di adattamento: è possibile applicare dei kit specifici per cera persa anche su forni a camera non originariamente dedicati a questo scopo.
Forno dotato di griglia forata sulla base e tiretto in acciaio sottostante, che consente l’eliminazione del modello in cera, il recupero della cera nel tiretto e la cottura dello stampo.